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LA
PREPARAZIONE FISICA
Oltre
all'allenamento in moto serve anche una preparazione del tono muscolare
e del fiato: la stanchezza o il respiro affannoso riducono le
prestazioni fisiche indispensabili per non perdere il controllo del
mezzo. Inserire in testacoda una moto da 150 kg a 50km/h richiede un
discreto sforzo e, se la manovra viene ripetuta una ventina di volte,
occorre evitare di arrivare senza forze alla ventesima
. Il problema è
che il calo di forze non ci avvisa prima (è fondamentalmente bastardo
dentro) e ci frega. Io consiglio di
praticare palestra, pesi o attrezzi o nuoto.
Ricordo
che a livello fisico, l'sm freestyle (come del resto anche il motocross)
sono tra gli sport più pesanti: molto più del calcio, direi a livello
del nuoto agonistico. |
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LA TECNICA
Sprezzo del pericolo?
Io non ne ho mai avuto! Non si imparano numeri acrobatici tentando di
farli: così possono riuscire di culo ma non di abilità, il che può andar bene con
delle stupidissime impennate ma con il resto non dura. Se
ci si basa sulla fortuna,
lavorano oltre il limite delle nostre capacità,
aumenta notevolmente il rischio di cascare
.
Porto sfiga?
Ma... direi che se crediamo di esser furbi e "professionisti", oltre a
evitare di farsi male usando le protezioni, dobbiamo anche ridurre al minimo
il rischio di cascare. E come
si fa? Semplice, i numeri si imparano "non
facendoli" cioè lavorando sotto il limite delle nostre capacità .
Eh? Come si impara allora?
Si cerca pian piano di trovare il proprio limite
(anche il limite della moto) in modo da conoscere sé stessi e il
mezzo. Poi man mano ci si spinge sempre un po' più in là finché il numero,
che all'inizio tentavamo di fare senza successo
, pian piano prende
forma . Qualche volta riesce, qualche volta
no. Insistendo, le volte che
va a buon fine saranno sempre più e diventeremo sempre più sicuri e più
bravi. Tenete presente che arrivare ad un pelo dal riuscire a fare un
numero non vuol dire non saperlo fare anzi, lo si sta già imparando
tastandone il punto "critico" tra il sì e il no. Buttarlo là può
anche riuscire, ma così non siamo noi a portare la moto, è lei che ci guida e
questo non è da piloti ! Ad
un certo punto ci accorgeremo che tutti i tentativi vanno a buon fine e
abbiamo acquistato una notevole padronanza del mezzo, non c'è più
preoccupazione e la moto diventa come un'estensione del nostro corpo .
Questa padronanza però non ci deve fregare:
mai smettere di allenarsi
e mai perdere la concentrazione che è un'altro ingrediente
indispensabile. Se la presenza di un amico che vi
guarda vi fa perdere concentrazione, invitatelo a tornare più avanti
quando avrete imparato a non distrarvi.
Faccio un
esempio pratico: è rarissimo cadere camminando eppure camminare è innaturale, tutti abbiamo
imparato dopo essere nati; il segreto è che ci alleniamo in
continuazione!
Ma allora quanto
tempo ci vuole?
Quando gli esercizi tentati e riusciti arriveranno a qualche centinaio
possiamo dire di avere imparato,
poi ci resta il problema di non
disimparare...
più i numeri sono difficili e più è facile perdere mano: bastano due
mesi. Questo accadde generalmente dopo ogni inverno, perché con l'asfalto freddo e umido
consiglio di non esercitarsi: evitare i tre mesi più freddi dell'anno.
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